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XXX CONGRESSO NAZIONALE SIN

Si svolgerà dal 29 al 31 ottobre 2024, presso il centro Padova Congress, il Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia (SIN), giunto alla sua trentesima edizione e presieduto per il terzo anno dal Dott. Luigi Orfeo.

Al centro del Congresso, il tema, purtroppo molto attuale, della Crisi climatica ed ambientale e delle sue ricadute sulla salute del feto, del neonato e del bambino.
Tra gli altri temi affrontati la Gestione nel neonato di I livello, con particolare attenzione alla pratica dell’allattamento materno e alle novità sugli screening neonatali; il percorso dell’Ex pretermine dall’adolescenza all’età adulta, i rischi e la qualità di vita che un nato prematuro deve affrontare; il Ruolo della family-centered care nella riduzione dello stress del neonato e del Supporto al neonato sano e alla sua famiglia.

Sarà dedicato, infine, ampio spazio all’Importanza dei dati in Neonatologia, con l’analisi di quelli scaturiti dal Registro INNSIN e dal registro SIN Covid.

In parallelo, nelle giornate del 30 e del 31 ottobre, si svolgerà il VI Congresso Nazionale della Società di Neonatologia Infermieristica (SIN INF), che come sempre affronterà tutte le principali novità in campo neonatologico di interesse infermieristico, con uno sguardo rivolto all’innovazione, all’appropriatezza e all’individualizzazione delle cure al neonato.

Per ulteriori info

(link al comunicato)

Telemedicina e allattamento

Un incremento del 25% del tasso di allattamento esclusivo a 3 mesi dal parto grazie al tele-supporto ai genitori rispetto ad un’assistenza standard e può avere un effetto positivo anche fino ai 6 mesi è il dato rilevato da uno studio recente. La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha realizzato e diffuso una Position Statement sul Tele-supporto all’Allattamento, coordinata dal dott. Riccardo Davanzo, Presidente della Commissione Allattamento della Società Italiana di Neonatologia (COMASIN).

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Giornata del Sollievo

I servizi di Cure Palliative Pediatriche (CPP) specialistiche sono garantite, oggi, in Italia, solo al 15-18% dei neonati/bambini che ne hanno bisogno.

La Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Pediatria (SIP), in occasione della XXIII Giornata Nazionale del Sollievo, che quest’anno si celebra domenica 26 maggio, fanno il punto sull’attuale situazione per garantire a tutti i piccoli pazienti il diritto di cure adeguate in Italia.

Clicca qui per il comunicato stampa.

La dimissione dalla Terapia Intensiva Neonatale (TIN)

La dimissione dalla Terapia Intensiva Neonatale (TIN) è una meta attesa, a volte temuta dai genitori. È un momento cruciale del percorso di cura, che inizia il giorno del ricovero e che segna il passaggio da un ambiente di cura, il reparto, ad un altro, la casa. Questo passaggio, quindi, deve essere costruito nel tempo del ricovero, attraverso il coinvolgimento attivo dei genitori e la continuità delle cure tra ospedale e territorio, in stretta collaborazione con l’équipe multiprofessionale del follow-up.

Per orientare al meglio i genitori in questo difficile percorso, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha pubblicato il libretto: “La dimissione in TIN: il futuro inizia il giorno del ricovero. Un percorso di accompagnamento alla dimissione dalla TIN del neonato e della sua famiglia”.

Esso è frutto del lavoro di un gruppo multidisciplinare di professionisti e di genitori che operano nel campo dell’assistenza neonatale e fanno parte del Gruppo di Studio per la Care neonatale della SIN.

A questo link è possibile scaricare il documento.

Giornata Mondiale NIDCAP

Migliorare il futuro dei neonati ospedalizzati attraverso una cura personalizzata, umanizzata, in collaborazione con le famiglie, basata su un approccio scientifico: il 20 marzo si celebra la Giornata Mondiale NIDCAP, un metodo di cura individualizzata per il piccolo, che ha lo scopo di proteggerne lo sviluppo, soprattutto quello neurologico.
In questa occasione la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ribadisce l’importanza della centralità del neonato e della sua famiglia nel percorso di cura e la necessità di diffondere questo programma assistenziale a livello globale per i numerosi effetti positivi sullo sviluppo e sul benessere a breve e a lungo termine.

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RAPPORTO POLICY PAA

Solo 2/3 dei nati sani, di buon peso ed a termine è allattato esclusivamente con latte materno alla dimissione dalla Maternità.

La pratica del pelle a pelle non viene proprio effettuata nel 4.5% dei Punti Nascita, nel 43.8% dei Punti Nascita viene effettuata solo dopo parto vaginale, nel 51.7% dei Punti Nascita sia dopo parto vaginale, che dopo cesareo.

Questi solo i primi dati emersi dal Rapporto sulla fase iniziale del progetto Policy Aziendale sull’Allattamento (PAA), avviato dalle Società scientifiche che si occupano dell’assistenza perinatale, tra le quali la Società Italiana di Neonatologia (SIN), e dalle Federazioni Nazionali delle ostetriche e degli infermieri.

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SCREENING NEONATALE ESTESO PER TUTTI I BAMBINI

In occasione della Giornata delle Malattie Rare, SIN ed UNIAMO insieme per eliminare le differenze nella prevenzione e nelle cure tra le Regioni italiane

300 milioni di persone nel mondo vivono con una malattia rara (ovvero che colpisce non più di 5 ogni 10.000 abitanti). Il 72% delle malattie rare ha origini genetiche, le restanti hanno origini ambientali, infettive o allergiche ed il 70% insorge in età pediatrica, anche quando la patologia non ha origini genetiche. In Italia si stimano 2 milioni di persone con malattia rara, di cui 1 su 5 con meno di 18 anni.

In occasione della Giornata delle Malattie Rare, che ricade quest’anno nel giorno più raro, il 29 febbraio, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ed UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare sostengono l’importanza alla diffusione generalizzata delle opportunità di prevenzione e di trattamento che la ricerca e l’innovazione mettono oggi a disposizione dei medici, dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.

VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE

Lettera aperta della Società Italiana di Neonatologia (SIN) al Ministro della Salute, alla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, ai Presidenti delle Regioni Italiane ed agli Assessori regionali alla Sanità e alla Salute

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) causa un’infezione delle vie respiratorie in più del 60% dei bambini nel primo anno di vita ed in quasi tutti entro il secondo anno di vita. L’infezione può essere molto grave e, infatti, il 4% dei bambini colpiti che hanno meno di un anno richiede il ricovero in ospedale e tra questi uno su cinque deve essere ricoverato in Terapia Intensiva. A questo si deve aggiungere che circa il 40% dei bambini che hanno avuto una bronchiolite da VRS sviluppa negli anni successivi un broncospasmo ricorrente e/o asma bronchiale.

Ogni anno si verifica durante la stagione epidemica, tra ottobre/novembre – marzo/aprile, una vera e propria epidemia che anche in Italia causa migliaia di accessi agli ambulatori dei Pediatri di libera scelta ed ai Pronto Soccorso e numerosissimi ricoveri in ospedale di bambini che per la loro giovane età sono a rischio di sviluppare una forma grave di infezione delle basse vie aeree da VRS.

Non esiste una terapia specifica delle infezioni da VRS e la prevenzione rappresenta l’unico strumento per poterla combattere. Attualmente, la prevenzione si basa sull’immunizzazione con l’anticorpo monoclonale Palivizumab di bambini appartenenti a categorie a rischio. Tuttavia, il suo uso è indicato per un ristretto numero di bambini, si caratterizza per i grandi divari di prescrizione tra le diverse regioni italiane e comporta un rilevante impegno organizzativo poiché richiede la somministrazione di almeno cinque dosi mensili.

Con la determina n. 9 del 4.1.2023, l’AIFA ha approvato il Nirsevimab (Beyfortus) in fascia C per la prevenzione delle patologie del tratto respiratorio inferiore causate dal VRS nei neonati e nei bambini durante la loro prima stagione epidemica. Questo nuovo anticorpo monoclonale ha una lunga emivita ed è in grado con una sola somministrazione di proteggere il bambino per almeno 5 mesi riducendo del 77% le infezioni respiratorie da VRS che richiedono ospedalizzazione e dell’86% il rischio di ricovero in Terapia Intensiva (Simões et al., Lancet Child & Adolescent Health 2023;7:180).

In ragione di questo, il Board del Calendario Vaccinale per la Vita, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), la Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) già nel febbraio del 2023 hanno suggerito la necessità di adottare una strategia di prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale per tutti i neonati. Questo si può ottenere somministrando il Nirsevimab direttamente in ambito ospedaliero, prima della dimissione dal reparto di maternità, a tutti i bambini nati nel periodo epidemico ottobre-marzo mentre i bambini nati in periodo aprile-settembre possono essere immunizzati ad ottobre dell’anno di nascita a cura dei servizi territoriali o dal Pediatra di libera scelta.

Tutto ciò premesso, sta sollevando grande preoccupazione il fatto che le Regioni italiane stanno affrontando questo tema in modo eterogeneo suggerendo, in certi casi, di limitare l’uso del Nirsevimab ad un numero ristretto di bambini, spinte dall’obbiettivo di limitare i costi più che da obiettivi di salute pubblica. In alcune Regioni si è fatto riferimento anche alla disponibilità del vaccino anti-VRS da somministrare durante il terzo trimestre di gravidanza, verosimilmente a spese della gestante. Il vaccino può contribuire alla prevenzione, ma bisogna considerare che in Italia meno del 20% delle donne in gravidanza sceglie di fare le vaccinazioni attualmente consigliate (anti-influenza, anti-pertosse). Inoltre, il vaccino richiede quindici giorni per immunizzare il neonato e la copertura ottenuta si riduce entro sei mesi dalla nascita, determinando in tal modo non poche difficoltà nello scegliere l’epoca migliore per la sua somministrazione che, ad esempio, escluderebbe i neonati pretermine.

D’altra parte, la valutazione dell’impatto economico della profilassi universale con il Nirsevimab deve considerare che i costi sarebbero coperti dai risparmi secondari all’abbandono del Palivizumab che ha un costo circa 15 volte superiore per paziente, dall’abbattimento delle spese causate dai ricoveri ospedalieri (almeno 4000€ per ogni ricovero in reparto e 14000€ per ogni ricovero in Terapia Intensiva), dalla riduzione degli oneri associati agli esiti delle infezioni da VRS (broncospasmo ricorrente, asma) e dalla limitazione dei costi sociali causati dagli oneri che i genitori devono sostenere per assistere i loro figli colpiti dall’infezione.

Tutte queste considerazioni hanno spinto la Regione Autonoma Valle d’Aosta ed alcuni paesi europei, come la Spagna e la Germania, ad introdurre la prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale con il Nirsevimab già dalla stagione epidemica 2023 ed una recente pubblicazione (Lopez-Lacort et al., Euro Surveill 2024;29:2400046) ha confermato che questa scelta ha determinato in Spagna una riduzione delle ospedalizzazioni di almeno il 70%. Tale studio ha anche confermato la grande consapevolezza della gravità della patologia da VRS raggiunta sia dagli operatori sanitari che dalla popolazione generale che ha consentito di ottenere un’altissima copertura pari al 97.5% dei soggetti ad alto rischio ed al 92.5% dei nati durante la campagna di immunizzazione.

Desideriamo, quindi, condividere con Voi queste considerazioni perché, per offrire ai bambini italiani le stesse opportunità di salute degli altri bambini europei evitando, nel contempo, che ci siano incomprensibili differenze addirittura tra le diverse Regioni del nostro paese, sono fondamentali il Vostro indirizzo e supporto anche economico. Siamo certi che non vorrete lasciare che un’analisi sommaria dei costi, che non tiene conto dei fattori di risparmio a più lunga scadenza, causi la perdita di una opportunità di inestimabile valore per la salute quale è la possibilità di prevenire le malattie da VRS nei bambini di età inferiore ad un anno. Confidiamo che vorrete dare voce alla richiesta di salute che proviene da chi, come i bambini, voce non ha e di cui noi ci facciamo interpreti.

Da molti anni sentiamo dibattere di calo demografico, di investimenti per sostenere la natalità e le famiglie con bambini ma a questi buoni propositi devono far seguito scelte coerenti. Anche per questo Vi chiediamo di proteggere i nostri piccoli e di non perdere l’occasione di fare la cosa più giusta per loro.

 

Il Presidente ed il Consiglio Direttivo

della Società Italiana di Neonatologia

 

 

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MALFORMAZIONI CARDIACHE: ALLA BASE ANCHE I FATTORI GENETICI

Le cardiopatie congenite (CC) costituiscono la malformazione più comune alla nascita (40%) e colpiscono circa un neonato ogni 100 nati vivi in Italia.

In occasione della Giornata Mondiale delle Cardiopatie Congenite, che ricorre il 14 febbraio, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite (SICP) sensibilizzano le famiglie sull’importanza delle nuove metodiche emergenti nella diagnosi genetica pre e postnatale dell’eziologia delle CC, non solo per le implicazioni cliniche in epoca prenatale, ma anche per gli outcomes a distanza, consentendo di selezionare  i pazienti a rischio e il più corretto programma di follow up per gli stessi.

Per il comunicato stampa clicca qui

Iscrizioni, diventa socio o rinnova la quota SIN

La SIN è una società, non a fini di lucro, che persegue e allarga gli scopi ed obiettivi del Gruppo di Lavoro di Neonatologia della Società Italiana di Pediatria (SIP).